Mappato il Dna del virus Zika

Sono arrivati primi, battendo i colossi occidentali. I cinesi sono riusciti a mappare il Dna di Zika: hanno sequenziato il genoma del primo virus importato nel Paese. Un traguardo raggiunto da un team di ricercatori del Center for Disease Control and Prevention (Cdc) cinese e del Centro provinciale del Jiangxi, nella Cina dell’est.

La scoperta getta, così, le basi per la prevenzione e la diagnosi dell’infezione isolata per la prima volta nel 1947 nella foresta di Zika, in Uganda, e che oggi è arrivata a colpire 42 paesi, diventando un’emergenza mondiale.

Il risultato cinese è arrivato in brevissimo tempo. Il gigante asiatico ha confermato il primo caso di Zika il 9 febbraio: un trentaquattrenne della provincia del Jiangxi, che aveva manifestato febbre, mal di testa e vertigini il 28 gennaio, quando era ancora in Venezuela, prima di tornare in patria il 5 febbraio. I ricercatori hanno quindi sequenziato il codice genetico del virus che l’uomo ha importato dal Sud America. E oggi questo risultato consente di comprendere le mutazioni del virus e lo sviluppo di batteri e reagenti per rilevare e contrastare la malattia.

Per fare il punto sulla situazione, l’Organizzazione Mondiale della Sanità riunirà gli esperti mondiali per discutere di vaccini e diagnosi rapida di Zika dal 7 al 9 marzo, come già successe per Ebola. Sempre a marzo, si terrà un’altra conferenza sul controllo delle zanzare Aedes: quelle che veicolano il virus.