Una balenottera fossile a Matera: com’ è stato possibile?

Una balenottera fossile a Matera: com’ è stato possibile?
Una balenottera fossile a Matera: com’ è stato possibile?
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Poco lontano dai famosi Sassi di Matera è stato ritrovato nel 2006 il fossile di una balenottera lungo più di 25 metri. Una scoperta straordinaria fatta da un anziano agricoltore nei pressi della diga di San Giuliano, nei pressi di Matera.  Ma come ha fatto un animale di queste dimensioni a giungere sulle colline della Basilicata? A questa domanda cerca di dare una risposta il documentario “Giallo ocra. Il mistero del fossile di Matera” realizzato dal giornalista scientifico Renato Sartini che ha seguito gli scavi fin dal 2006. Il documentario racconta la storia del fossile con l’esperienza di Vincenzo Ventricelli, lo scopritore del reperto, e con contributi di esperti scienziati. Attorno alla balenottera sembra infatti esserci un vero e proprio mistero legato soprattutto alle cause che hanno portato il fossile sulle colline lucane.  Chi non ha molta confidenza né con il metodo scientifico né con la cultura scientifica come spiegazione potrebbe infatti pensare al biblico Diluvio Universale, a un antico tsunami o allo scioglimento dei ghiacciai per effetto di un Global Warming del passato capace di sciogliere le riserve di ghiaccio terresti, causando il conseguente sollevamento del livello dei mari. Se si pensa, però, che anche la punta dell’Everest, la montagna più alta del pianeta, milioni di anni fa non era altro che parte del fondale marino, è facile immaginare che il mare non si sarebbe mai potuto sollevare di quasi nove chilometri d’altezza. Il documentario “Giallo ocra. Il mistero del fossile di Matera” riesce a risolvere l’apparente mistero fornendo una spiegazione dell’evoluzione geologica della Terra attraverso il racconto corale di numerosi esperti. Vero protagonista del documentario è senza dubbio il reperto della balenottera che i paleontologi hanno stimato essere più lungo di 25 metri. Si tratta dell’esemplare più grande di balenottera risalente al Calabriano, ovvero l’arco di tempo dell’era del Pleistocene compreso tra 1.8 milioni e 781mila anni fa, trovata al mondo, forse il più grande ad aver mai nuotato nelle acque del Mediterraneo. Ad oggi sono stati ritrovati il cranio, la colonna vertebrale, parte della gabbia toracica e le costole.

Per l’importanza scientifica dei contenuti e lo storytelling originale il documentario ha ricevuto il patrocinio di Cnr, Enea, Ingv, Ispra, Società Geografica Italiana, Società Geologica Italiana, Società Paleontologica Italiana, Università degli Studi della Basilicata, Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa, Regione Basilicata, Comune di Matera, la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio della Basilicata.

 

A Futuro Remoto sarà possibile partecipare alla visione del documentario “Giallo ocra. Il mistero del fossile di Matera” il prossimo 8 ottobre dalle 12.15 presso il Circolo Ufficiali della Marina Militare. L’evento sarà patrocinato dal MIBACT-Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

 

*L’immagine in evidenza è stata fornita da Renato Sartini, autore e regista del documentario

8 Commenti

  1. Il fossile di Matera è davvero un interessante scoperta, è molto singolare e la divulgazione dovrebbe essere maggiore, soprattutto perché anche chi non è un appassionato di scienza potrebbe interessarsi all’argomento leggendolo su un semplice quotidiano. Sarebbe molto interessante leggere di come questo ritrovamento sia stato possibile e gli studi fatti su di esso per ricostruirne la storia.

  2. molto interessante trovare dopo secoli questo fossile

  3. Questa è una scoperta molto interessante! 😛

  4. Scoperta molto interessante anche se dovrebbe essere divulgata maggiormente proprio per la sua particolarità e importanza . Infatti ne sono venuto a conoscenza solo oggi che siamo nel 2016 mentre le ricerche come viene riferito si stanno svolgendo dal 2006. S

  5. Wow!! non vedo l’ora di saperne di più..!!!

  6. Questo caso mi incuriosisce molto dal momento che non sappiamo le cause precise di come questo fossile sia arrivato qui.

  7. Questa è una scoperta molto bella ed interessante. Spero molto che successivamente si potrà scoprire di più su questo straordinario evento.

  8. Davvero una grande scoperta in campo sia geologico che paleontologico, anche se se ne parla molto poco a riguardo.

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