LE MOSTRE

Approfondimenti

THE BEAUTY OF IMAGING

A cura di: Gruppo Bracco

Dal connubio tra arte e scienza nasce l’ispirazione per questa straordinaria mostra sulla diagnostica per immagini, promossa dal Gruppo Bracco.
The Beauty of Imaging celebra la bellezza “dall’interno” del corpo umano. Questa esplorazione è possibile grazie alla diagnostica per immagini: una delle dieci scoperte più importanti nell’intera storia della medicina. Un insieme di tecniche che combina fisica, biologia, chimica, farmacologia e medicina per salvare vite umane.
Oggi il viaggio nel corpo si compie centinaia di migliaia di volte al giorno, in ogni parte del mondo, allo scopo di prevenire e curare. E così, “viaggiando” all’interno del corpo umano, scopriamo la straordinaria complessità dei meccanismi che lo regolano, l’affascinante perfezione delle strutture che lo reggono e l’armonia generale del suo funzionamento.

Grandi strutture antropomorfe campeggiano nello spazio espositivo e chiariscono chi sia il vero protagonista della narrazione: l’essere umano.
La mostra ripercorre la storia della diagnostica per immagini attraverso le sue tappe fondamentali, arricchita da una serie di note curiose. Un racconto storico che sottolinea come la moderna diagnostica sia frutto di uno straordinario scambio globale di “saperi” anche in periodi di tensione sociopolitica.
Il visitatore può immergersi nelle quattro tecnologie della diagnostica. I grandi schermi permettono di esplorare, con un taglio semplificato e divulgativo, la fisica, la chimica, la biologia, le applicazioni e le implicazioni di Raggi X / TAC, Risonanza Magnetica, Ultrasuoni, Medicina nucleare.
Altro tema in mostra è il futuro dell’imaging che combina le tecniche tradizionali a big data e intelligenza artificiale.

Altro tema in mostra è quello dei “big data” che nella diagnostica per immagini raccontano l’impatto sociale dell’”imaging” sulla vita dell’intero pianeta.
E ancora. Dal cuore dell’”imaging” e delle tecnologie a esso correlate, come i mezzi di contrasto, con la presentazione di tutti i supporti tecnologici per raccontare l’importanza e il ruolo della ricerca nei mezzi di contrasto a cavallo tra presente e futuro, si passa a “Vedere l’Invisibile”: una narrazione per immagini, con musica e voce narrante, combinata ad un effetto olografico, che racconta come il viaggio nel corpo umano sia soprattutto un grande viaggio di cultura e conoscenza.

Cnr: 20 anni di mostre interattive

A cura di: Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)

Dalle geniali trovate di Archimede alla dimostrazione del Teorema di Pitagora con l’acqua, dalla simulazione di una tromba d’aria alla pista adatta per far muovere delle ruote quadrate, dai materiali granulari come sabbia e riso alla complessità dei movimenti turbolenti dell’atmosfera. La grande varietà e vastità dei temi della ricerca scientifica è presentata attraverso quattordici spettacolari installazioni interattive ed hands-on tratte da tre delle più riuscite mostre scientifiche presenti sul catalogo “La Scienza si fa bella” a cura dell’Ufficio Comunicazione, Informazione e URP del Cnr: Agorà. Scienza e matematica nel Mediterraneo antico, Le meraviglie della scienza e Semplice e Complesso. Mostra interattiva su complessità, disordine e caos.

Una piccola selezione all’interno del grande patrimonio di exhibit e mostre realizzate in vent’anni di esperienza,  dai progettisti ed educatori dell’Ufficio Comunicazione Informazione e URP del Cnr per avvicinare il pubblico alla scienza, stimolando adulti e ragazzi ad incuriosirsi, ragionare, sperimentare.
Un’area espositiva interdisciplinare aperta a tutti in cui osservare, come sotto una lente d’ingrandimento, alcuni fenomeni scientifici che si incontrano nella vita di tutti i giorni e scoprirne gli elementi più curiosi e inaspettati.

Le percezioni sensoriali vengono ‘messe in crisi’ da illusioni ottiche e piccole dimostrazioni scientifiche; semplici esperimenti aiutano a visualizzare e comprendere teoremi matematici e principi fisici, con un’evidenza che nessun libro di testo è in grado di eguagliare.

DA ZERO A INFINITO

Mostra realizzata dall’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) in collaborazione con l’ESO (European Southern Observatory)

Equazioni, formule e incognite di una rappresentazione simbolica del cosmo: una raccolta di emozionanti scatti dell’universo conosciuto e la matematica che ne descrive la straordinaria bellezza. Dalla celebre equazione di Einstein E=m alla formula di Drake, da Pitagora a Heisenberg, dall’energia di un fotone alla lunghezza di Planck. La matematica, proprio come l’astrofisica, ha due volti: se da un lato costituisce un insieme di conoscenze a sé stanti, dall’altro è la sola lingua con la quale possiamo descrivere l’oceano di stelle in cui siamo immersi. Una grande equazione è capace di sorprendere. Non contiene null’altro che l’essenziale. Parla in modo semplice e allo stesso tempo potente. Una formula ci dice qualcosa che prima non sapevamo ma che, se abbiamo pazienza, finiremo per osservare. Come le stelle cadenti. Come le onde gravitazionali.

un progetto di
Istituto nazionale di astrofisica e
European Southern Observatory
a cura di
Stefano Sandrelli
Anna Wolter
Davide Coero Borga
testi di
Paola Battaglia
Alessandro Bemporad
Piero Benvenuti
Stefano Borgani
Stefano Camera
Massimo Della Valle
Alessio Figalli
Gabriele Ghisellini
Luigi Guzzo
Paolo Molaro
Isabella Pagano
Susanna Terracini
Matteo Viel
Anna Wolter

realizzazione
Struttura per la Comunicazione Inaf
Marco Galliani
Marco Malaspina
Stefano Sandrelli
allestimento
Giuliano Lovati
grafica e video
Davide Coero Borga
web
Laura Barbalini
Gianluigi Filippelli
edu.inaf.it
amministrazione
Clementina Celio
Roberta Donnarumma
Roberto Moncalvi

MOSTRA DEL DRAGO CH’I

A cura dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli

Ch’i è un dispositivo accelerante di relazioni che prende la forma di un totem. Il drago in Oriente chiamato Long, è portatore di positività e saggezza, è la reincarnazione dello Yang e viene invocato nei periodi di siccità perché porti pioggia, quindi speranza. L’artista con sguardo visionario sa, però che lo Yang è solo una parte del tutto. Infatti, lavorando al drago è emersa anche la parte in ombra, lo Yin, che ha portato in evidenza i segni della crisi globale, cadenzata alla perdita di migliaia di vite umane, dalle vicende di coloro che, tentando tenacemente di sopravvivere, lasciano il loro Paese: i migranti o fuggitivi, come suggerisce, il filosofo Aldo Masullo per sottolineare l’assenza di libertà in una scelta obbligata e necessaria. La visione consapevole del tutto si rintraccia esclusivamente nell’unione tra le parti. Il drago, invocato per portare nuova vita, può farlo solo equilibrandosi con lo Yin. Divenendo portavoce del flusso della Rete attraverso l’#migranti (in tutte le lingue) la scultura relazionale interattiva traduce bit in atomi: il respiro del drago, formalizzato attraverso la luminosità di led interni, cambierà di intensità ad ogni condivisione dell’#migranti, creando un flusso antropologico relazionale. Il drago, simbolo e ricettore di significati molteplici, veicola le energie e i flussi, è -Ch’i – il Respiro cosmico, la consapevolezza di essere immersi in un mondo condiviso.

SCIENCE AND DESIGN

A cura di: Dipartimento DADI dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”

Nell’esposizione verranno illustrati i risultati delle attività condotte nell’ambito dell’Hybrid Design Lab, laboratorio di ricerca, didattica e sperimentazione progettuale del Dipartimento DADI dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” dedicato alle diverse forme di collaborazione e intersezione tra design e bio-scienze, in un’ottica di sostenibilita? ambientale e miglioramento della qualità della vita delle persone. Verranno proposti prodotti di design scientifico, di design bio-medicale, di design sostenibile e di design relazionale e di design aumentato per i beni culturali. I prodotti di design e dispositivi comunicativi esposti sono stati sviluppati attraverso la collaborazione tra designer e scienziati con l’obbiettivo di avvicinare la scienza alla società e alla dimensione quotidiana delle persone. Alcuni dei risultati sperimentali esposti sono stati elaborati con il team di exhibit design di Città della Scienza coordinato da Carla Giusti. Tra i prodotti esposti sono inclusi i risultati dei corsi di “Design per la Visualizzazione Scientifica” e di “Bio-Innovation Design” del Corso di Laurea Magistrale in Design per l’Innovazione.

Spazi perivascolari, Rosanna Cianniello, Renata Conforti, corso di “Design per la Visualizzazione Scientifica”, Corso di Laurea Magistrale in Design per l’Innovazione, prof. Carla Langella.

Pure, Valeria Campaniello, con la collaborazione di Valentina Perricone (biologia), Gabriele Pontillo (Design parametrico), corso di “Bio-Innovation Design”, Corso di Laurea Magistrale in Design per l’Innovazione, prof. Carla Langella.

Lightpuff, Gabriele Pontillo, Emilia Carbone, Martina Panico, Teresa Iavarone, corso di “Bio-Innovation Design”, Corso di Laurea Magistrale in Design per l’Innovazione, prof. Carla Langella.

The emotional thing, Carolina Li Pera, Corso di Laurea Magistrale in Design per l’Innovazione, prof. Carla Langella.

Mostra “L’ospedale di tutte le guerre The Hospital of all the Wars-BACK TO LIFE”

A cura di: Medici Senza Frontiere, Alessio Mamo e Marta Bellingreri. Fotografie di: Alessio Mamo.

“L’ospedale di tutte le guerre- Back to life” è una mostra fotografica che, attraverso undici storie racconta l’inizio di un nuovo capitolo per altrettante vittime dei conflitti che stanno segnando oggi il Medio Oriente. Dallo Yemen alla Siria, dall’Iraq alla Palestina, centinaia di migliaia di persone hanno perso la vita e molti si sono salvati; quasi. La mostra è stata predisposta con didascalie sia in italiano sia in inglese.

M• Cor_all: Fashion Design experiments

A cura di: Maria Dolores Morelli, Roberto Liberti, Danila Jacazzi, Sabina Martusciello

Il bottone bouton «germoglio, bocciolo, bottone», rappresenta, il punto di partenza della mostra risultato del workshop che ha visto gli studenti universitari dei Laboratori di Moda 2 del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale, Unicampania Luigi Vanvitelli e gli alunni dell’Istituto “Francesco Degni” di Torre del Greco disegnare, progettare e realizzare insieme, preziose abbottonature in corallo, madreperla, pietre dure dai complessi supporti in oreficeria. I bottoni gioiello sono stati progettati per due collezioni “Abito Mediterraneo” e “Vintage generation” curate dai proff. Maria Dolores Morelli e Roberto Liberti presentate nel magazine One look_2 edito dal dip DADI.

NEM: Neapolitan Evolution Menswear: a bio project for Kit

A cura di: Roberto Liberti

Il tema della mostra è il risultato della sperimentazione di 4 giacche maschili sul tema del mondo BIO per la sartoria maschile, con gli studenti del Corso di Laurea Magistrale Corso di Men’s Tailoring e realizzati dal laboratorio artigianale della storica azienda KITON. Una sperimentazione tutta partenopea che parte dalla collaborazione del mondo accademico e quello produttivo del nostro territorio e che nasce da una ricerca di tendenza svolta dagli stessi studenti del corso universitario Magistrale in Design per l’innovazione curr. Fashion Eco Design, sino ad arrivare alla creazione vera e propria dei modelli di giacca sartoriale realizzati con le maestranze ad altissima specializzazione presenti nell’azienda KITON. I prototipi della 4 giacche e il video esplicativo del progetto sono stati già presentati in anteprima a Milano nella sede prestigiosa del Palazzo Kiton il 16 giugno 2018 in occasione della Fashion Week Uomo di Milano 2018.

Napoli e il Made in Italy

A cura di : Patrizia Ranzo, Roberto Liberti, Ornella Cirillo.

La sezione è dedicata alla presentazione delle attività di ricerca indirizzate alla valorizzazione e al recupero del patrimonio materiale e immateriale dei marchi storici del territorio operanti nel settore della moda, col fine ultimo di promuovere il ruolo svolto da Napoli e dalla Campania nella geografia della moda italiana e di palesare una modalità operativa peculiare del gruppo di lavoro.
Tra i protagonisti di questo lavoro, i ben noti Livio De Simone, Amina Rubinacci, Kiton e Mario Valentino, creativi attivi nell’arcipelago campano sin dal momento in cui il Made in Italy si è imposto nello scenario mondiale mediante importanti campagne di comunicazione, che hanno permesso alla “Napoli della moda” di raggiungere una significativa, quanto duratura, fama internazionale.
Saranno messi in mostra, pertanto, gli esiti dei lavori compiuti in sinergia con queste aziende napoletane all’interno di molti corsi della laurea Magistrale in “Design per l’Innovazione” dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, coniugando così gli interessi della ricerca con quelli della didattica, consistenti in pubblicazioni, materiali iconografici – video, fotografie, bozzetti – ed alcuni esemplari indicativi delle capsule collection prodotte.

IBIS innovative BUS , integrated and sustainable

A cura di: P. Ranzo, R.Veneziano, F.Fittipaldi.

Progettazione e realizzazione di un autobus modulare polivante e versatile per il trasporto urbano nei centri storici. Il veicolo dotato di contenuti innovativi ha l’obiettivo di rendere la mobilità urbana sempre più sostenibile e competitiva.

BIO TEX, Capsule collection

A cura di : Alessandra Cirafici, Caterina Fiorentino, Francescagetto Meglio.

Il progetto è il risultato di un workshop del secondo anno della Laurea Triennale in Design per la Moda attiva presso il DADI. Le capsule collection sviluppate con una azienda di confezionamento campana sono il risultato di una ricerca nel settore dei materiali naturali come la canapa, il lino, il cotone ed altre fibre naturali ad impatto zero sull’ambiente. La sostenibiltà ambientale è un tema transdisciplinare che il corso di Laurea in Design per la Moda affronta nei diversi moduli e nei workshop, anche grazie alla collaborazione con aziende del settore.

BEE LIFE

A cura di :
Città della Scienza
Fides Consulting
Dipartimento DADI, Università degli studi Della Campania “Luigi Vanvitelli”

L’esperienza racconta, mediante la metafora della vita delle api, il concetto di rigenerazione mediante diversi livelli narrativi. Si propone come un processo allo stesso tempo progettato e auto-generato, ricco di sollecitazioni sensoriali sorprendenti ed emozionali. Ogni utente dovrà percorrere delle specifiche tappe in cui avrà la possibilità di apprendere alcune nozioni scientifiche sulla relazione tra api e ambiente, ma anche di effettuare delle scelte durante il percorso che modificano l’esperienza rendendola personale. Le tappe dell’esperienza sono episodi di un racconto allegorico che attraversa molteplici aspetti della rigenerazione: rigenerare attraverso la scelta, rigenerare attraverso la costruzione, rigenerare attraverso il viaggio, rigenerare attraverso il gioco, rigenerare attraverso la collaborazione, rigenerare attraverso le relazioni sistemiche.
L’esperienza si basa sull’impiego di tecnologie e di software di realtà aumentata su dispositivi mobili.

“Bee Life, ambiente di gioco del Settore 4”

“Bee Life, visualizzazione dell’ambiente virtuale real-time”