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“Mari-generiamo” con la Stazione Zoologica Anton Dohrn Napoli

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Il mare domina sul nostro pianeta azzurro, riempiendone la maggior parte della superficie; è un vasto dominio capace di rigenerarsi, in cui è possibile perdersi persino con le tecnologie attuali. Ma quando la marea si ritira lungo le coste rocciose, crea degli ambienti particolari, chiamati pozze di marea, che sono microcosmi in sé, capaci di rigenerarsi giorno dopo giorno. Le creature che vi restano intrappolate in genere sono capaci di sopravvivere fino alla successiva marea, costruendo dei piccoli mondi autosostenuti; talvolta organismi più grandi restano nelle pozze, come accade nel racconto di A. Conan Doyle intitolato La Criniera di Leone. Questi microambienti possono esser visti, come suggerisce il musicista e filosofo Neil Peart, come uno specchio della nostra società: come nelle pozze di marea le piccole creature si affaccendano inseguendo i loro destini, e presto dimenticano l’oceano, così anche noi ci immergiamo sempre più nelle nostre “pozze”, e dimentichiamo il pianeta su cui viviamo.

Il pubblico potrà osservare dal vivo queste piccole creature, questi “specchi” della nostra stessa società, e osservare le piante marine più diffuse (e ormai in serio pericolo) lungo le nostre coste, le posidonie, imparando come il mare può in effetti rigenerarsi, ma sotto la nostra continua pressione si trova ormai in gravissima difficoltà – e cosa possiamo fare noi per aiutare questa rigenerazione, ricordando che viviamo su un pianeta ben più grande delle nostre città; ed è anche l’unico che abbiamo.

Stazione Zoologica Anton Dohrn Napoli
Marco Signore, Emanuela Dattolo, Domenico D’Alelio, Ezio Garante, Carmen Minucci, Laura Nunez Pons, Gina Santella,
Supporto tecnico: Marco Cannavacciuolo, Davide Caramiello, Cosimo Vestito

Con la collaborazione di studenti, tecnici e ricercatori della Stazione Zoologica Anton Dohrn, Napoli.

Tide after tide will flow and recycle, leaving life to go on as it was
Marea dopo marea scorreranno e ricicleranno, lasciando che la vita continui come sempre
(N. Peart, in “Natural Science”, Rush, 1980)

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