I luoghi della cultura come spazi di benessere, prevenzione e inclusione. È questa la visione al centro dell’incontro svoltosi oggi presso il Museo Archeologico Nazionale di Paestum, durante il quale i Parchi archeologici di Paestum e Velia hanno presentato "Il Benessere è un’opera d’arte", un innovativo programma di welfare culturale che propone il patrimonio come risorsa attiva per la salute delle persone e delle comunità.
L’iniziativa, sviluppata nell’ambito del Protocollo d’intesa tra il Ministero della Cultura e il Ministero della Salute, intende trasformare i Parchi in un laboratorio permanente di sperimentazione, nel quale istituzioni culturali, sistema sanitario, università, associazioni e Terzo settore collaborano per costruire nuovi modelli di promozione del benessere attraverso la cultura.
Nel corso dell’incontro è intervenuta Alessandra Drioli, coordinatrice di ICOM Campania e Ambassador di Città della Scienza, che ha illustrato la visione e gli obiettivi del progetto "Musei in Salute", sottolineando come i musei possano essere interpretati come ecosistemi di relazioni, capaci di contribuire concretamente al benessere individuale e collettivo e di favorire nuove alleanze tra patrimonio culturale, ricerca e salute.
Promosso da ICOM Campania, "Musei in Salute" punta a creare una rete regionale tra musei, università e sistema sanitario per sviluppare e valutare, anche attraverso la ricerca scientifica, modelli innovativi di welfare culturale ispirati ai principi della One Health.
Nel suo intervento, Alessandra Drioli ha inoltre richiamato l’esperienza di welfare culturale che Città della Scienza sta sviluppando a favore dei propri dipendenti attraverso il percorso "Cultura del Benessere", realizzato nell’ambito del Programma PP03 "Luoghi di lavoro che promuovono salute" del Piano Regionale della Prevenzione della Regione Campania.
L’esperienza di Città della Scienza è stata presentata come un esempio concreto di come la cultura possa entrare nella quotidianità dei luoghi di lavoro, promuovendo il benessere psicofisico, la partecipazione e la qualità delle relazioni attraverso un percorso che intreccia arte, musica, pratiche corporee e momenti di riflessione condivisa.
La presentazione del progetto dei Parchi archeologici di Paestum e Velia conferma come il welfare culturale rappresenti oggi uno dei campi più promettenti di innovazione nelle politiche culturali e sanitarie. Un ambito nel quale la collaborazione tra istituzioni, comunità, mondo della ricerca e operatori culturali può generare modelli replicabili, capaci di fare del patrimonio non solo un luogo di conservazione, ma anche un’infrastruttura sociale al servizio della salute, dell’inclusione e della crescita delle comunità.








