PER DOMANI: PROCESSI ALIMENTARI INNOVATIVI E SOSTENIBILI

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FUTURO REMOTO 2025
PER DOMANI:
PROCESSI ALIMENTARI INNOVATIVI E SOSTENIBILI

A cura di: Dipartimento di Agraria – Università degli Studi di Napoli Federico II

con: Annalisa Romano, Elena Torrieri, Silvana Cavella, Rossella Di Monaco, Nicoletta Antonella Miele, Sharon Puleo, Raffaele Romano, Stefania Volpe, Angela Borriello, Giovanni Luca Russo

Le tecnologie alimentari hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo di metodi, impianti e processi per la trasformazione, conservazione, confezionamento e distribuzione degli alimenti, garantendo sicurezza, qualità e stabilità del prodotto. In particolare, i processi alimentari sono l’insieme delle operazioni fisiche, chimiche e biologiche applicate alle materie prime per ottenere alimenti sicuri, di qualità e adatti al consumo, lungo tutta la filiera alimentare.

L’attività pratica proposta ha l’obiettivo di fornire, in modalità interattiva, informazioni sui processi innovativi e sostenibili dell’industria alimentare.

Ai partecipanti sarà sottoposto un test finalizzato alla progettazione mediante diagramma di flusso (inteso come l’insieme delle diverse fasi) di un processo industriale per la produzione di un alimento stabilito (ad es. biscotti, pizza surgelata, olio, caramelle).


Acuità sensoriale: il caso di vista e olfatto

A cura di: Dipartimento di Agraria – Università degli Studi di Napoli Federico II

con: Sharon Puleo, Silvana Cavella, Rossella Di Monaco, Annalisa Romano, Elena Torrieri, Nicoletta Antonella Miele, Stefania Volpe, Angela Borriello, Giovanni Luca Russo

Nell’ambito delle Tecnologie Alimentari, le Scienze Sensoriali giocano un ruolo fondamentale per lo sviluppo degli alimenti. Esse, infatti, non solo permettono di identificare le necessità del consumatore in termini di scelte e preferenze, ma anche di analizzare la percezione degli alimenti e interpretare le risposte dei consumatori.

L’attività pensata permetterà di illustrare il ruolo di due sensi fondamentali, l’olfatto e la vista, e come questi ultimi vengano misurati per studiare la sensibilità sensoriale individuale.

Durante l’evento, i partecipanti saranno coinvolti in un test di riconoscimento olfattivo, finalizzato a valutare la loro abilità sensoriale attraverso l’identificazione di odori target. Inoltre, la sensibilità visiva verrà altrettanto testata, utilizzando test di ordinamento dell’intensità di colore e di capacità descrittiva di immagini target.

L’attività pratica offerta consentirà di comprendere come le capacità sensoriali vengano misurate e utilizzate nella ricerca e nello sviluppo alimentare.


Micro-mondi: funghi, piante e animali nel futuro della vita sulla Terra

A cura di: Dipartimento di Agraria – Università degli Studi di Napoli Federico II

Con: Alessia Staropoli, Giuseppina Iacomino, Daria Lotito, Annunziata Ferrentino, Francesco Vinale

Immaginate un mondo invisibile, nascosto sotto i vostri piedi e sopra la pelle di piante e animali. Un mondo dove organismi microscopici, come i funghi, hanno il potere di cambiare il destino dell’agricoltura e della salute animale. Spesso ritenuti semplici parassiti, questi funghi possono essere al contempo nemici e alleati, a seconda di come interagiscono con l’ambiente che li ospita.

Nel nostro viaggio, vi inviteremo ad osservare questi micro-mondi attraverso il microscopio: scoprirete funghi che attaccano le colture agricole, portando a malattie devastanti, e altri che proteggono le piante dalle infezioni. Non mancheranno anche i funghi che vivono in simbiosi con le radici, migliorando la nutrizione delle piante, o che influenzano la salute degli animali, causando malattie, oppure promuovendone il benessere.

Sia nell’agricoltura che nella veterinaria, la conoscenza dei funghi è cruciale per immaginare e progettare il futuro della nostra sicurezza alimentare. Come possiamo proteggere i raccolti e gli allevamenti senza danneggiare l’ambiente che ci sostiene? Come possiamo sfruttare la biologia di questi organismi per migliorare la nostra salute e il nostro cibo? Le risposte a queste domande potrebbero non essere lontane, ma richiedono di esplorare e comprendere a fondo questo mondo nascosto.


Plant Detective Lab

A cura di: Dipartimento di Agraria – Università degli Studi di Napoli Federico II

Con:
Responsabile: David Turrà
Partecipanti: Stefania Vitale, Roberta Marra, Nadia Lombardi, Ranesi Marta, Gelsomina Manganiello

L’attività laboratoriale immersiva simula un’indagine scientifica reale per identificare l’agente causale di una malattia su piante/frutti. Gli studenti, nei panni di "detective scientifici", utilizzano un approccio diagnostico integrato attraverso osservazione microscopica, test diagnostici rapidi e analisi sintomatologica per identificare il patogeno responsabile. L’attività introduce i partecipanti alle metodologie diagnostiche moderne in fitopatologia, dimostra l’applicazione dell’approccio scientifico nella risoluzione di problemi agro-alimentari e li orienta verso percorsi di studio nel settore delle scienze agrarie


Recupero e valorizzazione degli scarti vegetali dell’industria alimentare attraverso tecniche di estrazione ecocompatibili e sviluppo di nuove applicazioni alimentari

A cura di: Dipartimento di Agraria – Università degli Studi di Napoli Federico II

Con: Martina Calabrese, Lucia De Luca, Giulia Basile, Sabato Ambrosio, Antonio Russo, Anna Pagliaro, Raffaele Sacchi, e Raffaele Romano

La produzione di alimenti genera inevitabilmente scarti, in particolare di origine vegetale, ricchi di numerosi composti bioattivi come polifenoli, carotenoidi, fibre, tannini, steroli. Queste molecole mostrano importanti attività biologiche benefiche, tra cui effetti antiossidanti, antibatterici, antidiabetici, antitumorali, antipertensivi e antinfiammatori, oltre a un ruolo protettivo sul sistema cardiovascolare. Il recupero di estratti ricchi di composti bioattivi rappresenta quindi una strategia promettente per lo sviluppo di alimenti funzionali, l’adozione di tecnologie innovative basate sulla chimica “green” e la valorizzazione sostenibile degli scarti alimentari. In linea con i principi dell’economia “green”, l’estrazione di tali composti dovrebbe avvenire attraverso approcci rispettosi dell’ambiente, sostenibili ed economicamente vantaggiosi. In questo contesto, il nostro gruppo di ricerca si dedica al recupero e alla valorizzazione di scarti vegetali dell’industria alimentare. Queste matrici vengono utilizzate sia direttamente nella formulazione di nuovi alimenti ad elevata funzionalità nutrizionale, come la passata di pomodoro 100% integrale, sia come fonte di composti bioattivi estratti mediante tecnologie sostenibili, tra cui estrazione assistita da ultrasuoni e microonde, fluidi supercritici e liquidi pressurizzati. Le molecole recuperate sono infine studiate come potenziali ingredienti funzionali per alimenti orientati alla promozione della salute.

A tal scopo durante l’attività, saranno mostrate reazioni colorimetriche che confermano la presenza di tali molecole bioattive sia all’interno degli estratti che degli alimenti.


Dallo scarto alla salute: innovazione alimentare per un futuro sostenibile

A cura di: Dipartimento di Agraria – Università degli Studi di Napoli Federico II

Con: Paola Vitaglione, Silvia Tagliamonte, Dominic Salamone, Manuela Flavia Chiacchio, Stefano Sallustio, Roberta Valentino

L’attività mira a far comprendere agli studenti il ruolo centrale delle tecnologie alimentari nella promozione di un’alimentazione sana e sostenibile, in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030. Attraverso un approccio esperienziale, gli studenti scopriranno come la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica possano migliorare la qualità degli alimenti, ridurre gli sprechi e contribuire alla tutela della salute pubblica.

Le attività sperimentali metteranno in evidenza la composizione nutrizionale e funzionale di alimenti e scarti agroalimentari, mostrando come, in alcuni casi, questi possano presentare contenuti di nutrienti e composti bioattivi uguali o superiori rispetto alle parti comunemente consumate. Gli esperimenti si concentreranno sull’analisi del contenuto proteico, della fibra e della capacità antiossidante, permettendo agli studenti di osservare direttamente il potenziale nutrizionale di queste matrici.

Attraverso esempi applicativi, verrà illustrato come tali conoscenze possano essere utilizzate per lo sviluppo di alimenti innovativi, sostenibili e funzionali, orientati alla prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili, come diabete, malattie cardiovascolari e alcune forme di cancro. L’attività stimola curiosità scientifica e consapevolezza ambientale, mostrando come le competenze del tecnologo alimentare, integrate con la nutrizione, possano tradursi in soluzioni concrete a beneficio della salute pubblica.


Insetti e biodiversità: funzioni chiave nelle reti ecologiche

A cura di: Dipartimento di Agraria – Università degli Studi di Napoli Federico II

Con: Ilaria Di Lelio, Andrea Becchimanzi, Marco Gebiola, Matteo Montagna, Maria Cristina Digilio

Gli insetti costituiscono uno dei più ampi gruppi del regno animale. Essi sono spesso considerati dei fastidiosi coinquilini, in grado di trasmettere gravi malattie o di distruggere interi raccolti. Non c’è assunzione più sbagliata: la maggior parte degli insetti svolge funzioni ecologiche insostituibili come l’impollinazione, il controllo dei parassiti, il riciclo della sostanza organica e il mantenimento della biodiversità.

L’attività sarà un viaggio guidato nel mondo degli insetti per mostrare concretamente il loro ruolo chiave nelle reti ecologiche. Una presentazione introdurrà i principali servizi ecosistemici svolti dagli insetti. Seguiranno dimostrazioni pratiche con telaini di api (in sicurezza), numerose cassette entomologiche eallevamenti di diverse specie, inclusi decompositori. Una sezione sarà dedicata alle differenze tra fitofagi e parassitoidi, con osservazioni al binoculare di caratteristiche morfologiche distintive per mettere in evidenza l’eccezionale diversificazione del gruppo e le profonde differenze tra gli insetti, strettamente legati alla funzione ecologica

Nel complesso, l’attività combinerà contenuti scientifici, osservazione diretta einterazione, per far emergere un messaggio chiaro: gli insetti sono componenti chiave delle reti ecologiche da cui dipende la stabilità degli ecosistemi e il nostro benessere.


Cervelli in provetta: la scienza prende forma

A cura del Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche, Università degli studi di Napoli Federico II

Negli ultimi anni, nei laboratori di ricerca ha iniziato a prendere forma qualcosa che fino a poco tempo fa sembrava appartenere alla fantascienza: la possibilità di far crescere in provetta piccoli “organi”. Tra questi, i più affascinanti e complessi sono senza dubbio quelli che riproducono il cervello, chiamati in linguaggio scientifico organoidi cerebrali.

Tutto nasce dalla straordinaria plasticità delle cellule staminali, le stesse che costituiscono un embrione nei suoi primissimi giorni di vita. Guidate nelle giuste condizioni, queste cellule sono in grado di intraprendere un percorso di sviluppo che ricalca, almeno nelle sue linee essenziali, ciò che avviene naturalmente nell’embrione. Così, all’interno di una semplice piastra di laboratorio, prendono forma strutture che ricordano tessuti e organi reali.

Le potenzialità di questa tecnologia sono enormi. Da un lato permette di osservare e comprendere più a fondo come si sviluppa il cervello umano; dall’altro apre prospettive concrete per la medicina del futuro, dalla creazione di modelli di malattia fino alla produzione di cellule e tessuti utili per la terapia cellulare e i trapianti. Ma insieme all’entusiasmo emergono anche interrogativi profondi: se questi mini-cervelli continuano a svilupparsi, potrebbero arrivare a possedere una qualche forma di coscienza?

Durante l’attività vi guideremo alla scoperta di questo affascinante campo di ricerca, illustrando materiali, procedure e tecniche necessarie per coltivare un organoide in laboratorio. Racconteremo come questi modelli vengano utilizzati sia nella ricerca di base sia nello studio delle malattie. Accanto alla spiegazione teorica e al confronto diretto con ricercatori attivamente impegnati in questo settore, i visitatori potranno osservare al microscopio colture cellulari e organoidi, identificandone strutture rese visibili da colorazioni specifiche.

Il percorso si concluderà con uno sguardo ancora più profondo, fino al cuore dell’informazione biologica: il DNA. Sarà infatti possibile visualizzare il materiale genetico dei campioni attraverso la separazione e l’osservazione di frammenti di DNA mediante la tecnica dell’elettroforesi, per scoprire come anche l’invisibile possa diventare sorprendentemente visibile.


Proiettili per il cancro… per oggi (e PER DOMANI)

A cura del Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche, Università degli studi di Napoli Federico II

In una guerra, gli eserciti di fazioni opposte si fronteggiano, ma in una guerra interna, come si può riconoscere il nemico, e quali armi si possono usare, che non possa egli stesso rivolgere contro di noi? Non è solo una domanda politica, ma scientifica: quando il nemico è il cancro, che cresce dentro di noi, origina dalle nostre stesse cellule, le truppe del nostro sistema immunitario, per quanto ben addestrate contro i nemici esterni, devono essere istruite a riconoscere il bersaglio. Come ricercatori e come uomini, dobbiamo scendere sul campo al loro fianco. Allora seguiteci: proveremo a isolare magneticamente il tipo più adatto di cellule killer, le nostre truppe scelte, affidandoci alle decorazioni metalliche dei loro elmetti (i loro “marcatori di superficie”), e le porteremo in battaglia contro una coltura di cellule tumorali. Osserveremo dalla nostra postazione privilegiata (il microscopio) la loro tecnica di accerchiamento, e verificheremo l’esito della battaglia con un saggio colorimetrico, come si farebbe valutando il colore del campo di battaglia per verificare quanto sangue è stato versato. Non è un viaggio per cuori deboli, questo nell’immunoterapia contro i tumori, ma noi pensiamo che sia un viaggio verso il domani. Noi siamo in marcia già da un po’, vi va di diventare nostri compagni di viaggio?


Protagonisti del Presente - Sfide Scientifiche per un Pianeta Equo e Innovativo

A cura di: Dipartimento di Fisica “E. R. Caianiello” – Università degli Studi di Salerno

Un’occasione unica per dialogare con i ricercatori, scoprire progetti innovativi ed esplorare il ruolo chiave della fisica, dell’ingegneria energetica e della chimica sostenibile nello sviluppo tecnologico e nella costruzione di un futuro in armonia con il pianeta. Vieni a scoprire l’innovazione e lasciati ispirare dalla scienza che cambia il mondo!

In un mondo dove le sfide globali richiedono soluzioni scientifiche e approcci interdisciplinari, “Protagonisti del Presente-Sfide Scientifiche per un Pianeta Equo e Innovativo” vuole essere un punto d’incontro tra ricerca e società, dove la curiosità si trasforma in conoscenza e la conoscenza in azione concreta.


Memorie per il Futuro: documentazione multimediale e saperi antichi tra memoria e sostenibilità

A cura di: Dipartimento Asia, Africa e Mediterraneo - Sezione Digital Humanities Università di Napoli “L’Orientale”

Con: Luisa Sernicola, Gilda Ferrandino

Il futuro ci affascina ma spesso ci spaventa, perché ci mette di fronte a sfide complesse: cambiamenti climatici, crisi ambientali, trasformazioni sociali ed economiche. In un mondo che cambia rapidamente, cresce l’urgenza di trovare strategie sostenibili per gestire le risorse naturali e di non perdere il patrimonio di conoscenze che le comunità umane hanno costruito nel corso dei secoli per vivere in equilibrio con l’ambiente. Molti di questi saperi tradizionali, però, sono oggi in via di sparizione, minacciati dalla globalizzazione, dai cambiamenti climatici e dalle trasformazioni sociali. La documentazione multimediale — attraverso immagini, video, suoni e strumenti digitali — diventa allora uno strumento fondamentale per conservare e condividere un patrimonio culturale intangibile che appartiene a tutti.

In questo incontro esploreremo il ruolo della documentazione digitale e visiva nello studio e nella tutela dei saperi tradizionali, concentrandoci in particolare sulle conoscenze agricole della regione di Konso, in Etiopia. Attraverso questo caso studio, scopriremo come pratiche agricole tramandate da generazioni rappresentino non solo una memoria culturale preziosa, ma anche un insieme di strategie sofisticate e sostenibili di gestione del territorio e delle risorse naturali, sviluppate in risposta a condizioni ambientali complesse.

La sessione si svolgerà in modo interattivo e coinvolgente: analizzeremo materiali audiovisivi, immagini e racconti raccolti sul campo per capire come la documentazione multimediale possa rendere visibili saperi spesso trasmessi oralmente o attraverso la pratica quotidiana. Capiremo come questi materiali possono essere conservati a lungo termine e in modo che siano fruibili da tutti. Rifletteremo su come il racconto visivo possa contribuire a preservare queste conoscenze nel tempo, a renderle accessibili a un pubblico più ampio e a stimolare un dialogo tra passato e futuro.


Non tutte le plastiche vengono per nuocere: i polimeri per la medicina del futuro

A cura di: Dipartimento di Scienze e Tecnologie (DST) – Università degli Studi del Sannio, Benevento.

Con: Nancy Ferrentino, Alfredo D’Elia, Valentina Barone, Araiz Marquez Ane Iratxe e Daniela Pappalardo

Come può un materiale plastico aiutare a guarire una ferita o trasportare un farmaco esattamente dove serve nel nostro corpo? In questa attività esploreremo la struttura delle plastiche biocompatibili e dei polimeri biodegradabili, scoprendo come questi materiali avanzati hanno rivoluzionato la medicina.

Vedremo come la chimica permetta di progettare "veicoli" microscopici capaci di trasportare i farmaci nell’organismo e rilasciarli in modo lento e controllato, massimizzando l’efficacia delle terapie e riducendo gli effetti collaterali. Scopriremo inoltre il ruolo fondamentale degli scaffold: vere e proprie impalcature tridimensionali che offrono supporto alle cellule, guidandole nella crescita e nella rigenerazione di tessuti danneggiati, come pelle o ossa.

Attraverso dimostrazioni pratiche, osserveremo da vicino come la progettazione molecolare consenta di creare materiali sicuri, intelligenti e sostenibili.

Un viaggio affascinante tra scienza e innovazione, dove la chimica dei polimeri smette di essere solo "plastica" per diventare uno strumento indispensabile per migliorare la qualità della nostra vita.


“Raccontare le donne: empatia, narrazione e design tra data visualization e public history”

A cura di: Dipartimento di Scienze Umanistiche, Università degli studi Suor Orsola Benincasa 

Con: Francesca Nicolais, Alessia Nastri, Cecilia Taglione

Nell’ambito degli appuntamenti dedicati al tema “Per domani” Vengono presentate due ricerche che intrecciano design, memoria e linguaggi narrativi per restituire visibilità e voce alle donne, nel tempo presente come nella storia offrendo agli studenti l’opportunità di esplorare il loro potenziale creativo e interpretativo.

Designing the Invisible esplora la data visualization come atto comunicativo e politico, capace di trasformare i dati sulla disparità di genere in racconti visivi e partecipati. Attraverso l’analisi del lavoro di artiste come Tiziana Alocci, Federica Fragapane e Angelica Lo Duca, e una sperimentazione ispirata al brano Figlia d’ ’a Tempesta, il progetto mostra come il design possa farsi linguaggio di empatia e resistenza, restituendo alla figura femminile un ruolo attivo nella costruzione dell’immaginario sociale.

Propaganda Azzurra rilegge invece la storia della Croce Azzurra, la prima scuola per infermiere d’Italia fondata a Napoli nel 1896, trasformando l’archivio della Principessa di Strongoli in un progetto di public history e digital humanities. Ne nasce un podcast transmediale che unisce ironia, divulgazione e ricerca storica, riportando alla luce la portata rivoluzionaria di un’esperienza che offrì alle donne educazione, lavoro e libertà di scelta. Un racconto corale che intreccia passato e presente, e che rinnova lo sguardo sulle forme del racconto e della partecipazione femminile.




CNR IBB_Istituto di Biostrutture e Bioimmagini

I laboratori si propongono di illustrare esperimenti semplici e divertenti da realizzare insieme rendendo i partecipanti soggetti attivi delle sperimentazioni.


Con: Flavia Squeglia, Maria Romano, Alessia Ruggiero, Valeria Napolitano, Viviana Perrotta, Ornella Ghilardi, Talha Mannan, Lucrezia De Luise


Con: Vincenzo Alterio, Katia D’Ambrosio, Anna Di Fiore, Emma Langella


Con: Alessandra Pelagalli


Con: Annarita Del Gatto, Laura Zaccaro, Vincenzo Abagnale, Giorgio Varriale


Con: Simona Maria Monti, Martina Buonanno, Davide Esposito, Vincenzo Massimiliano Vivenzio


Con: Antonella Zannetti, Annamaria Sandomenico, Maria Grazia Caprio, Anna Nardelli, Angela Oliver, Simone Pennacchio, Emanuela Iaccarino, Alessandro Colasanti


CNR IBBR_Istituto di Bioscienze e BioRisorse

Con: Rosanna Mattossovich, Rosa Merlo, Anna Valenti

Questo argomento esplora come la topologia del DNA possa influenzare processi biologici e rappresenti un target per comprendere e trattare determinate patologie. L’uso di proteine che legano il DNA permette di monitorare in tempo reale le dinamiche DNA-proteina. L’integrazione di questi strumenti molecolari crea un ponte tra ricerca di base e diagnostica applicata, consentendo il monitoraggio della salute e lo sviluppo di piattaforme diagnostiche rapide per l’approccio One Health.


Con: Adele Adamo, Natascia Marciano, Alessio Bolognini e Miriana Luongo

La regolazione dell’espressione genica svolge un ruolo fondamentale nel controllo dei sistemi di riparazione del DNA, permettendo l’attivazione dei geni coinvolti nel riconoscimento e nella correzione dei danni genomici. Un’adeguata modulazione di questi processi consente di ristabilire il corretto funzionamento dei meccanismi di riparazione, la cui alterazione è alla base di diverse sindromi genetiche caratterizzate da un’elevata frequenza di mutazioni e da instabilità cromosomica.


Con: Miriam Piccioni, Paola Sportiello, Stefania Crispi, Marialuisa Lusito

Le sostanze naturali derivate da piante sono molecole che hanno molte proprietà benefiche sulla salute umana. Tuttavia, queste sostanze hanno una bassa biodisponibilità e necessitano di essere veicolate con sistemi carrier. L’approccio “Natulivery” esplora sistemi avanzati progettati per fornire composti bioattivi naturali con l’obiettivo di aumentarne l’efficacia.


CNR • ICB_Istituto di Chimica Biomolecolare

Con: Carmela Gallo, Daniela Castiglia, Genoveffa Nuzzo, Laura Fioretto, Lucio Caso, Olimpia Follero, Mario Dell’Isola, Dalila Carbone, Giusi Barra, Giulia Quaini

Gli organismi marini rappresentano una risorsa promettente per lo sviluppo di nuovi farmaci, grazie alla loro ricchezza di composti bioattivi. La ricerca basata su questi composti, piccole molecole organiche, si delinea dalla messa a punto delle strategie chimiche di lavorazione fino alla definizione delle piattaforme di saggi biologici per la validazione dell’attività. Verranno a questo proposito riportati esempi di molecole caratterizzate in laboratorio, la cui ricerca ha portato a definirne un meccanismo d’azione innovativo, con potenziale nel trattamento di tumori, patologie neurodegenerative e patologie che coinvolgono il sistema immunitario (e.g. COVID)


CNR • IGB_ Istituto di Genetica e Biofisica

Con: Donatella Delle Cave, Annalisa Di Domenico, Claudia Vilardo, Marianna Ciotola


Con: Francesca Fusco, Ezia Spinosa, Alessia Cirello

’innovazione scientifica è in rapida accelerazione grazie all’utilizzo di campioni biologici/dati depositati in biobanche. Illustreremo come funziona una biobanca: la governance, la qualità e la gestione del rischio per la tutela dei dati personali dei depositanti.


Con: Valerio Costa, Marianna Aprile, Simona Cataldi e Alessia Pianese

In questa attività racconteremo come le radiazioni ionizzanti, legate alle attività antropiche, possano danneggiare il DNA e contribuire allo sviluppo di alcune forme di tumore della tiroide. Illustreremo, attraverso modelli visivi, la struttura della cellula e
spiegheremo come il DNA ne custodisca le istruzioni fondamentali, mostrando come anche piccole modifiche della sua sequenza - le mutazioni - possano alterare profondamente il destino cellulare. Utilizzando analogie intuitive, mostreremo come l’informazione genetica possa essere alterata in modi diversi: dal riarrangiamento di grandi frammenti di DNA, come nei tumori radio-indotti, fino a piccole modifiche (puntiformi) della sequenza. Illustreremo come mutazioni specifiche possano alterare il comportamento delle cellule, il loro metabolismo e la risposta alle terapie. L’attività intende offrire una visione integrata del legame tra ambiente, genetica e salute umana, in linea con i principi dell’approccio One Health.


Con: Giovanna Del Pozzo, Alessia Gaeta, Marcella D’Ambrosio

L’attività include l’illustrazione dei meccanismi che sono alla base del funzionamento del  sistema immunitario sia in condizioni fisiologiche  che in presenza di una patologia. Approfondiremo il ruolo delle diverse cellule del sangue coinvolte nella difesa dell’organismo dagli antigeni estranei e in particolare dagli agenti infettivi.


CNR IPCB_Istituto per i Polimeri, Compositi e Biomateriali

Con: Anna Mariano, Sara Martino, Alessandra Soriente, Federica Zuppardi, Maria Grazia Raucci

L’ingegneria dei tessuti sta rivoluzionando il modo in cui comprendiamo, rigeneriamo e supportiamo i sistemi biologici complessi. Esploreremo come l’utilizzo di biomateriali progettati su misura per specifiche applicazioni cliniche e biotecnologiche, consenta di creare modelli tissutali tridimensionali capaci di replicare microambienti fisiologici e patologici. Tali biomateriali, promuovendo il dialogo tra cellule e materiali, favoriscono la riprogrammazione cellulare e la rigenerazione tissutale. Questi strumenti rappresentano una piattaforma avanzata per studiare salute, benessere e sostenibilità in chiave One Health, evidenziando come soluzioni bioingegnerizzate possano integrare ricerca, innovazione e responsabilità ambientale. L’intervento mira a mostrare il ruolo cruciale dei biomateriali intelligenti nel costruire una visione della salute capace di unire scienza, tecnologia ed ecosistemi. Le attività laboratoriali comprenderanno:

- Visualizzazione di campioni (scaffold, idrogeli e campioni biologici) al microscopio;
- Simulazione di iniezione/spray di idrogeli all’interno di piastre;
- Giochi interattivi: modellini stampati di cellule/organi da assegnare a specifico materiale in base alle sue proprietà e funzionalità:

  • Puzzle di una cellula per imparare a riconoscere gli organuli cellulari
  • Memory (gioco carte) con immagini reali raccolte in laboratorio di scaffold/idrogeli e cellule colorate con componenti fluorescenti.

CNRIPSP_Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante

Con: Maurilia Maria Monti, Mariachiara Cangemi, Maria Teresa Marino

mini-laboratorio concentrato sull’esplorazione dei pigmenti di origine vegetale, con particolare attenzione a quelli presenti nel cavolo rosso, come la xantofilla, il carotene, gli antociani e le clorofille. Durante il mini-laboratorio, i partecipanti verranno guidati attraverso una serie di esperimenti pratici che mostrano in tempo reale come i pigmenti vegetali rispondono alle diverse condizioni di pH. Attraverso questa esperienza, i partecipanti avranno l’opportunità di comprendere meglio la complessità e la diversità dei pigmenti vegetali, nonché il loro ruolo cruciale nelle piante e nella salute umana.


CNRIRET Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri

L’attività hands-on proposta è finalizzata a presentare e discutere una serie di esperimenti dedicati all’utilizzo di microrganismi utilizzabili per lo sviluppo di biotecnologie abilitanti con particolare attenzione ai principi della Salute globale e sostenibilità.

Immaginate minuscole "fabbriche" invisibili all’occhio nudo che lavorano instancabilmente per curare malattie, nutrire il pianeta e bonificare l’ambiente. Batteri, lieviti, muffe, virus e microalghe non sono solo organismi primordiali: sono le micro-fabbriche viventi alla base delle biotecnologie moderne. Attraverso fermentazione e ingegneria genetica, trasformano materie prime in farmaci salvavita, bioenergia sostenibile, cibi fermentati come vino, pane e yogurt, offrendo soluzioni rivoluzionarie per sanità, agricoltura e industria.

Batteri e lieviti, veri e propri "superproduttori", stanno rivoluzionando tutto: dal cibo sostenibile ai farmaci salvavita, passando per plastiche biodegradabili e carburanti verdi. Scopriremo i ruoli essenziali dei batteri benefici nella salute umana e nella sostenibilità ambientale e come queste micro-fabbriche viventi supportano gli ecosistemi, potenziano l’immunità e guidano l’innovazione biotecnologica.


Con: Raffaele Conte, Anna Valentino, Silvia Romano, Sorur Yazdanpanah, Anna Calarco

L’attività proposta è finalizzata a presentare e discutere una serie di esperimenti dedicati all’utilizzo di alimenti funzionali come strumenti innovativi per il miglioramento e il mantenimento della salute umana, con particolare attenzione ai principi della One-Health.
Durante l’attività verranno illustrate esperienze che partono dalla valorizzazione di matrici vegetali (bucce, semi, foglie, residui di lavorazione vegetale), evidenziando come tali materiali possano essere trasformati in ingredienti funzionali mediante processi di estrazione green, purificazione e caratterizzazione chimico- funzionale. Saranno descritti approcci sperimentali per l’analisi del contenuto in composti bioattivi e per la valutazione delle principali attività biologiche. Verranno inoltre presentati sistemi di delivery in cui i composti bioattivi estratti vengono veicolati attraverso matrici naturali, micro- e nano-sistemi, emulsioni, biopolimeri e carriers biodegradabili.


CNR  IRPPS_Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali
CNR
ISMED_Istituto di Studi Sul Mediterraneo

Con: Luisa Errichiello, Luca Vota, Antonio Rossi (ISMED); Tiziana Tesauro (IRPPS); Greta Falavigna e Anna D’Ascenzio (IRCrES)

Nel quadro di Futuro Remoto e del laboratorio “One Health”, Age-it Lab propone un’esperienza partecipativa a base di quiz interattivi per accrescere consapevolezza e conoscenza sul tema dell’invecchiamento della popolazione e delle sue conseguenze su lavoro, partecipazione sociale e sistemi di welfare. Attraverso domande, scenari e sfide a squadre, esploreremo i fattori che favoriscono un invecchiamento sano e attivo: sicurezza nel mercato del lavoro, qualità e stabilità delle condizioni occupazionali, equilibrio vita–lavoro e il ruolo cruciale della cura (formale e informale), con attenzione agli impatti su famiglie, servizi e comunità. L’attività coinvolge i tre istituti del CNR ISMed, IRCRES e IRPPS ed è realizzata nell’ambito del progetto PNRR Age-It – “Ageing Well in an Ageing Society.