Future Lab a Futuro Remoto: Due giorni per disegnare il domani tra Scienza, IA e Chimica Sostenibile

Si sono conclusi a Città della Scienza i Future Lab del 5 e 6 febbraio 2026, il cuore pulsante di Futuro Remoto. Un viaggio immersivo che ha trasformato la ricerca scientifica in un’esperienza tangibile, coinvolgendo studenti, esperti e cittadini nella costruzione di scenari di sviluppo sostenibile.

Ecco il racconto delle due giornate:

La prima giornata è stata dedicata al dialogo tra biologia, fisica quantistica e intelligenza artificiale. Al centro del dibattito, le membrane, definite "tecnologie invisibili" ma essenziali per la vita e la transizione energetica.

I momenti salienti

  • L’universo delle Membrane: Il CNR-ITM di Rende ha mostrato come le membrane artificiali, ispirate alla natura, siano cruciali per la dissalazione dell’acqua e la salute umana.
  • Carriere Scientifiche: Il Prof. Luca Fortunato (Federico II) ha ispirato i giovani raccontando il percorso non lineare della ricerca, tra resilienza e visione internazionale.
  • Quantum & AI: Si è discusso della sostenibilità delle tecnologie quantistiche con il Prof. Giampiero Pepe e della potenza dei supercomputer con il Prof. Raffaele Montella (Uniparthenope).

Esperienze dal vivo

I partecipanti hanno potuto "costruire" un’app meteo in Python usando l’IA di OpenAI e conoscere berryJeans, un supercomputer in miniatura. Grazie a RinnovaMenti, molti hanno calcolato la propria impronta di carbonio, mentre l’Orientale di Napoli ha aperto le porte del patrimonio culturale attraverso la realtà immersiva e la scansione 3D.

Il 6 febbraio la scena è stata dominata dal Dipartimento di Scienze Chimiche della Federico II, con un programma ricchissimo che ha svelato i segreti molecolari del mondo che ci circonda.

I Talk e i Laboratori

  • Chimica Quotidiana: Dai detergenti alle batterie, il Prof. Andrea Carpentieri ha mostrato la chimica nascosta negli oggetti comuni.
  • Ambiente e Futuro: Il Prof. Rocco Di Girolamo ha tracciato la strada per l’energia pulita e le bioplastiche.
  • Mani in pasta (e in provetta): * Creati indicatori di pH naturali con il cavolo rosso.
    • Sintetizzati polimeri per creare slime personalizzati.
    • Costruite batterie "fai-da-te" con limoni e metalli per accendere LED.
    • Esplorato il mondo del restauro artistico e della depurazione delle acque.

Future Design Lab: Pratiche di futuro, oggi

In entrambe le giornate, l’Hybrid Design Lab (Federico II) e il corso di Psicologia delle Risorse Umane, guidati da Carla Langella e Francesca Nicolais, hanno trasformato Città della Scienza in un laboratorio di progettazione partecipata.

"Ogni gesto quotidiano, da come ci muoviamo a come ci relazioniamo con l’ambiente, è il primo passo per costruire un modello di sviluppo sostenibile."

I Future Lab non sono stati solo una vetrina di scoperte, ma un invito all’azione per rendere i concetti di One Health e Sostenibilità parte integrante del nostro presente.