Robotica medica e riabilitazione: tre giorni dedicati al futuro della sanità

E’ stato inaugurato oggi lunedì 9 marzo 2026, presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, un appuntamento internazionale dedicato all’innovazione nella sanità: tre giorni di incontri, ricerca e confronto sul futuro della robotica medica e della riabilitazione nell’ambito del progetto Fit4MedRob – Fit for Medical Robotics.

L’iniziativa ha messo al centro lo sviluppo di tecnologie biorobotiche e digitali applicate alla riabilitazione e all’assistenza sanitaria. Fit4MedRob è un progetto quadriennale che si concluderà a dicembre 2026, finanziato nell’ambito del Piano Nazionale Complementare.

L’Università degli Studi di Napoli Federico II, capofila dello Spoke 3 – Integration of Networks and Services, gestirà il settore dedicato allo sviluppo di tecnologie e dispositivi per la robotica riabilitativa all’interno del più ampio settore della robotica medica.

Ricerca e nuovi laboratori a Città della Scienza

Nell’ambito dello Spoke 3, l’Università Federico II ristrutturerà, in collaborazione con Città della Scienza, i padiglioni Marie Curie e F2. I nuovi spazi ospiteranno laboratori avanzati in cui i ricercatori della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base lavoreranno allo sviluppo di tecnologie innovative per migliorare la salute e i percorsi di riabilitazione.

Gli obiettivi del progetto sono ambiziosi: superare i limiti delle attuali soluzioni robotiche e aprire la strada a una nuova generazione di sistemi biomedicali più efficaci, adattivi e sostenibili, contribuendo allo sviluppo di un modello di welfare più inclusivo e capace di rispondere ai bisogni reali di pazienti e operatori sanitari.

Un progetto nazionale per rivoluzionare la riabilitazione

Fit4MedRob coinvolge 25 tra università, fondazioni e strutture sanitarie impegnate nella ricerca sulle patologie neurologiche. L’obiettivo è rivoluzionare i modelli di riabilitazione e assistenza per persone di tutte le età con limitazioni motorie, sensoriali o cognitive, temporanee o permanenti.

Il progetto punta sull’integrazione tra robotica biomedicale, tecnologie digitali avanzate e nuovi modelli di continuità assistenziale in grado di accompagnare il paziente lungo tutto il percorso di cura.

Dalla prevenzione all’assistenza domiciliare

Il concetto chiave è quello della continuità della cura, che va dalla prevenzione fino all’assistenza domiciliare nelle fasi croniche della malattia. Le nuove tecnologie permettono trattamenti personalizzati e modulabili lungo tutto il processo riabilitativo.

Protesi robotiche ed esoscheletri possono contribuire a ripristinare funzioni motorie e di presa, aumentando l’autonomia e la qualità della vita. Allo stesso tempo, robot per la cura personale integrati con dispositivi indossabili e sistemi IoT potranno assistere le persone fragili nella vita quotidiana, raccogliendo biomarcatori digitali e dati comportamentali utili per la prevenzione, il monitoraggio e l’adattamento delle terapie.