Nuovi sguardi, storie in movimento e il racconto collettivo di una città in continua trasformazione. Oggi Città della Scienza ha aperto le sue porte a Spazio / Circo, la residenza artistica di 10 giorni che sta esplorando Napoli attraverso la fotografia intesa come strumento di indagine culturale e inclusione sociale.
Nell’ambito della terza fase del progetto, dedicata alla post-produzione e alla definizione del lavoro visivo, sei giovani e talentuosi fotografi hanno fatto tappa nel nostro polo scientifico e culturale. Accompagnati e ispirati dalla guida di Mohamed Keita — fotografo di fama internazionale noto per il suo approccio umano e la sua straordinaria sensibilità nel reportage e nella street photography — i ragazzi hanno attraversato gli spazi di Città della Scienza per catturarne l’essenza, le architetture e le interazioni.
Un doppio sguardo sulla città
Il progetto Spazio / Circo si basa su un approccio partecipativo che abbatte le barriere tra fotografo e soggetto, mettendo a confronto il punto di vista degli abitanti con quello dei "turisti" e dei passanti occasionali. Dopo aver documentato l’anima dei Quartieri Spagnoli, di Bagnoli e del Centro Storico, la tappa di oggi a Città della Scienza rappresenta un momento chiave per immortalare un luogo simbolo di rigenerazione, conoscenza e comunità.
Verso la mostra di settembre
La giornata di oggi non è stata solo dedicata agli scatti, ma ha segnato l’inizio dell’intensa fase di editing e post-produzione (che proseguirà sotto la supervisione del fotografo Christian Rizzo) per dare una forma definitiva al racconto di questi dieci giorni.
Il viaggio di Spazio / Circo si concluderà il 31 maggio con una giornata di condivisione e dialogo, in cui sarà possibile visionare in anteprima una selezione delle opere. Il lavoro finale dei sei fotografi diventerà poi una mostra e un catalogo ufficiale in programma per il prossimo settembre.
Siamo fieri di aver ospitato l’energia e il talento di questi giovani artisti. Città della Scienza continua a confermarsi non solo come spazio di divulgazione, ma come territorio aperto alla creatività, allo scambio sociale e alle nuove narrazioni urbane.
