Analizzare la voce per conoscere emozioni e patologie

Analizzare la  voce per conoscere emozioni e patologie
Analizzare la voce per conoscere emozioni e patologie
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Dal solo ascolto della voce siamo in grado, con buona approssimazione, di riconoscere il nostro interlocutore, il suo stato d’animo e molto altro… Ne possiamo infatti facilmente determinare il sesso, l’età approssimativa, le emozioni e i sentimenti, così come lo stato di salute e, in diversi casi, anche lo stato di malattia o la specifica patologia, soprattutto quando quest’ultima è caratterizzata da particolari alterazioni dell’espressione verbale. Inoltre, sempre attraverso la voce, è possibile anche alterare e nascondere la nostra identità, ad esempio modificando la nostra voce attraverso il falsetto o la laringalizzazione.

Avete mai riflettuto sul fatto che la voce comunica agli altri stati d’animo o malattie? Sapevate che esiste una vera e propria mappa della localizzazione corporea delle emozioni?                    

Per saperne di più, partecipate al laboratorio “La voce delle emozioni”  lunedì 10 ottobre nel padiglione “Corpo e mente“.

In una postazione interattiva verrà  proposto ai visitatori un percorso di consapevolezza sulle diverse qualità della voce: i partecipanti potranno, ad esempio, esplorare e sperimentare come l’analisi della voce consenta di identificare caratteristiche significative del proprio interlocutore, anche assegnandogli l’espressione di una particolare emozione (rabbia, disgusto, felicità, sorpresa, paura). Allo stesso tempo saranno presentate le manifestazioni corporee delle emozioni riconoscibili dai nostri gesti, posture o espressioni del volto,  e si proverà insieme a tracciare una topografia corporea delle emozioni. Scopriremo che esiste una mappa, generalmente condivisa, della localizzazione corporea delle nostre emozioni, il cui codice è universale!
 
Sapevate che ascoltare, o raccontare, una storia attiva l’area del linguaggio? Sapevate che è stata tracciata una sorta di cartografia della mente?

Il secolare viaggio nelle neuroscienze è arrivato recentemente a esplorare la parte più evoluta del cervello umano ovvero quella che ci permette di pensare, parlare, muoverci, elaborare le miriadi di informazioni che arrivano dall’esterno, e dare risposte. A condurre l’ultima tappa di questo incredibile viaggio, partito nel 2010 e recentemente pubblicato nella prestigiosa rivista Nature, è stato un gruppo di neuroscienziati americani che, lavorando alla stregua di ‘cartografi’ della mente, è riuscito a ottenere un’accurata  mappa delle principali suddivisioni della corteccia cerebrale umana, conosciute come aree corticali. Matthew F. Glasser e collaboratori, hanno così individuato 360 aree, 180 per ciascun emisfero cerebrale, di cui più della metà (97) mai identificate prima!

 

*Francesca M. Dovetto è docente di Glottologia e Linguistica dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e, presso il Laboratorio di Urbanistica e di Pianificazione Territoriale “Raffaele D’Ambrosio” (LUPT), è Direttrice della Sezione Strategica “LISA /Lingua e Salute”, attivata nel Centro Europe Direct LUPT.

Marina Melone è docente di Neurologia presso la Scuola di Medicina, UOC Neurologia 2, Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche, Neurologiche, Metaboliche e dell’Invecchiamento, della Seconda Università degli Studi di Napoli, ed è Direttrice del Centro Interuniversitario di Ricerca in Neuroscienze – CIRN-na  

* L’immagine in evidenza è stata fornita dalla professoressa Francesca M. Dovetto

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